Biechi blu
Hanno riesumato il cadavere ed ora sta lì, mi guarda e non parla, e come farebbe? gli cadrebbe la mascella al solo monito. e cosa mai potrebbe dirci? che non c'è più niente da fare ad un certo momento? che tutto è buio, come un cielo di notte senza stelle, nuvoloso ad oltranza? che non ci sono pensieri a temperarci le emozioni? che il solo suono sta nell'avanzare dei microrganismi, satelliti, insiders, del "mio" cadavere che mi guarda e non parla?
è così per tutti i cadaveri, guardano e non parlano.
E' incredibile, ma non di rado mi capita di fare uno spuntino davanti all'inermità, per non sprecare prezioso tempo non pauso, mangio in piedi e resto di sorveglianza, così alle sedici spaccate, dopo la cerimonia, parcheggiato il carro funebre me ne vengo al computer per scrivervi per esempio: oggi piovve una pioggia di cose ovvie.
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Monologhinho
Sulla scena un uomo e un cadavere.
"...Non avrei mai pensato di uccidere un uomo. di poterlo fare... con queste mani, Mai... e l'ho fatto. l'ho ucciso. ho ucciso un uomo... ho ucciso un uomo... non l' avrei mai pensato...
...ed ora quest'uomo inerme. morto. ammazzato da questa mano con questo pugnale... DI SANGUE!! GRONDANTE!!!...
però... se l'ho fatto... avrò pure avuto una ragione... pur futile ma valida ragione per impugnare il coltello e ammazzare..."
l'attore infilza il cadavere più volte con un temperino che si ostina a chiamare pugnale.
"...ma qual'era la ragione? qual'era? sono sicuro vi fosse... ( diamine non sarò mica istupidito tutto di un colpo )... il fatto è che non la ricordo più..."
l'attore si controlla nelle tasche poi controlla nelle tasche del cadavere.
"...forse potrebbero essere qui... controlliamo anche nella giacca... avanti... venite fuori... so che ci siete... avanti, su..."
l'attore denuda il cadavere con straordinaria foga.
"...eppure... io scrivo sempre tutto... ho pezzi di carta in tutte le tasche... qualcosa gli avrò pur tacciato... niente... niente... ah no!...: ECCOLO!"
l'attore estrae un pizzino dai vestiti sparsi del cadavere.
"..."
non riesce a leggere.
Mitzuke ( mini - racconto )
...Partìi dal centro di Tokyo da Kasumigaseki con buon umore, con tanto "genki", come dicono in Giappone, sicuro, certo che l'avrei ritrovata tra milioni. Mi dirigevo verso un matsuri tutto colorato di donne,uomini e bambini in costume a rivivere i bei tempi antichi, venerando i loro Dèi d'aria. Proprio in quel trambusto che Mitzuke, in mano un yakitori fumante, mi offrì un bacetto di bentrovato sulla guancia. Visto che c'eravamo decidemmo di sposarci lì, seduta stante.
Questa doccia inusitata ( poesiola di buon auspicio )
Un'acqua inusitata
ingrossata dal cielo
gioiosa s'inficca
in acri di terra
alla rinfusa
senza nessuna pallida scusa.
Riluce marrone
la zolla che accoglie
la peggio pioggia
quanto vale il dolore
delle doglie
e si manifesta
in controsole,
scaturigine
di questa immagine.
Ora premo
sulla stupidità
dei miei colli
perchè cessi
questa doccia inusitata,
ci molli.
:)
Ieri sera eravamo tutti a casa mia, tra amici e nemici saremmo stati sì e no una dozzina. poichè fuori fa ancora freddo, nonostante maggio stia per decollare, ho pensato bene di invitare tutti per un cinemino casalingo: avevo per le mani Yellow Submarine, Beatles, 1968, mica paglia.
sta di fatto che stranamente nessuno si è addormentato e a fine proiezione erano tutti visibilmente soddisfatti:
Sgrethel: "certo com'erano avanti questi Beatles..."
Volontè: "li hai visti i Biechi Blu? hai notato il bluforzaitalia?"
Dav: "la manomissile quella che: IWANTYOU allora?"
Brl: "tutta un'allegoria... anzi l'allegoria dell' allegoria... Glove che diventa Love..."
Gandalf: "ma sai che non sapevo mica che nowhereman si riferisse al nessuno dell'odissea? proprio no... per me in assoluto il momento più intrigante del film, quando ringo si fa prendere dai rimorsi e..."
Volontè: "ho preferito il momento prima, là dove si parlava di buchi..."
Gandalf: "vuoi dire del mondo dei buchi..."
Volontè:"sì sembrava l'immagine del web, un'infinito come in odissea 2001..."
Poi interviene il Kailas dall'alto della sua lucidità nel momento più propizio,come solo lui sa cogliere:
"alla fine questo film è anche bello da vedere a occhi chiusi..."
ed è partito ( mai successo fino ad oggi ) un fragoroso e spontaneo applauso.
Nelle terzine di Dante è già presente il senso della suspence poichè, come nel feuilleton, il discorso si chiude in un punto nodale dello stesso e costringe il lettore a cercare la soluzione al principio della terzina seguente. ormai sono due anni che galleggio abulico lontano dagli esami. ho pagato anche l'ultima retta. e non capisco il perchè. o forse sì.
- Tu non dici quello che sai!
- e tu invece non sai quello che dici.
Om shantì patì Kailas

