su due piedi

   

 




Utente: brule
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restyling by Sgrethel


giovedì, 20 settembre 2007
 

Elvis e scrupoli

sono andato a trovare il Kailas nella ditta di cavi per la quale travaglia. ho posteggiato il van fuori dal cancello ed ho aspettato il cambio del turno delle 14 ( intanto nel mangiacidì girava "ovunque proteggi" ). in realtà dovevo parlare con un suo collega, che chiameremo Bauli,  che mi aveva appena spento il cellulare sul muso, irritandomi non poco. questioni di lana caprina, un quiproquo risolto appena i nostri visi si sono guardati, lui dal muletto, io dalla cancellata della ditta:
  "ci sei rimasto male?" mi fa lui, il Bauli.
  "un pò sì, sennò non sarei venuto fino qui..." ho risposto a capo chino.
dopodichè ci siam sorrisi e tutto è finito a tarallucci e vino, sebbene non abbia visti nè l'uno nè l'altro. però il Kailas mi ha lasciato mezzo cannone per il pomeriggio. ci siamo fatti una foto con il mio nuovo trabicolo giappanese e in allegria abbiamo ripreso i nostri traffici.
ma perchè ho scritto ciò? perchè al Bauli ci voglio bene come a un fratello maggiore che non ho e non avrei mai voluto nè mai avrei tollerato di avere. quindi fanculodei al Bauli che ci voglio bene.

la signora che ha visto Elvis
  "era il 1958, un inverno del 1958..."
  "e come ti sei procurata il biglietto?" ( a questa cliente do del "tu" )
  "con la prevendita. si andava a teatro e si comperavano i biglietti un paio di  set-
   timane prima... non ricordo quanto li pagai... ricordo che ci andò mia cugina che 
   lavorara lì a dipresso..."
  "chi eravate?"
  "eravamo io con un paio di cugine, appunto, e una amica, fan sfegatata, con le bal-
   lerine, le calzette, la gonnella, la coda di cavallo... io non seguivo
   proprio la moda ma quest'altre sì. ricordo le scenate di mia zia, pregarci di ritor-
   nare
   non appena concluso il concerto... s'aveva ventanni e per arrivare a Milano non
   c'erano i mezzi di oggi... ci portarono con un camioncino di quelli per il trasporto
   latte... o forse era un pulmino che faceva il giro della zona... eravamo le prime
   ribelli... sai com'è...?
   "e dove suonò Elvis?"
   "suonò al teatro "dal verme" che era un cinema... il concerto iniziò verso le dieci
    e durò una bella oretta e più..."
    "e come vi fecero entrare?"
    " ci fecero entrare chiamandoci col megafono numero per numero... si stava
   seduti durante il concerto... sebbene non abbia mai visto tante ragazze piangere
   dall'emozione... alla fine ci alzammo tutte per applaudire..."
   "in quanti suonarono sul palco?"
   "c'erano Elvis, che ogni tanto imbracciava la chitarra, e altri tre: contrabbasso
   chitarra e batteria... quando presentavano le canzoni c'era uno di fianco al palco
   che traduceva le cose che Elvis diceva... comunque era bellissimo, vestito di
   bianco con le frangette..."
   "ha cantato qualcosa in italiano? te lo ricordi?"
   "questo sì. cantò per bis "o mia bela madunina" con la chitarra, solo che sba-
   gliava le parole e allora ricominciva da capo... unforgettable..."

se interessa guardarvi un bel biopic intorno ad una star della musica, vi consiglio "Ray" di Hackford. si scoprirà quel che c'è dietro la vita scombinata di un genio della musica leggera ( leggera? ), i risvolti amorosi e quelli legati alla tossicodipendenza. ben fatto, filologico direi. dura un casino ma merita.

per le vacanze mi sono comperato un trabiccolo giapponese che fa foto. ho comperato quello più danaroso ma ancora devo imparare a postare le foto. venerdì  la buona Sgrethel me lo insegnerà così potremo ammirare luoghi oggetti animali e persone che mi fanno incuriosire.
così cercherò di postare con un pò più di frequenza. non abbiatene.

al mio caro Babbo desidererei fare quattro banali domande:
la prima: se l'eiaculazione che è servita a crearmi è stata abbondante.
la seconda domanda: se fu una bella copulata.
terza  domanda: il luogo esatto dove accadde il misfatto. ( una cantina immagino )
quarta: se abbia mai fatto all'amore con me nella pancia di mia matre.
scrupoli autobiografici.

non abbattiamoci se i ragazzi della nuova generazione sono fatti così. non buttiamoci giù se si mettono gli occhiali da sole a 12 anni, se fumano a 13, se si fanno le canne a 14, se bighellonano nei parchetti da pomeriggio a notte fonda ( a proposito, a me piace un cifro bighellonare coi miei amichi nel parchetto, alla natura ), se si fanno le "paste" a 15, se odiano gli stranieri, se inneggiano al DVX (leggasi pure: DiVùIcs ). non ci facciamo prendere dallo sconforto, dopo tutto questi ragazzi sono i figli di quella "generazione di sconvolti senza santi nè eroi..."  ( ma di eroina sì ). non abbattiamoci dunque e ragioniamo con la storia.

c'è stato un periodo selvaggio in cui nella mia mente impazzava una visione apertamente sessuale di questo bombo che si accalora col proprio pasticcino acuminato sulla corolla di un lillà.
credo che nemmeno il buon steve irvin ( pace all'anima sua ) ebbe mai a dire di cotali epifanie.

om shantì




 





postato da brule | 17:52 | commenti (61)


sabato, 01 settembre 2007
 

Vacanze, dal latino "vacare", essere vuoti

C'è un uccello ( oiseau ) che viene a trovarci. ogni mattina viene e ci guarda in tralice gorgogliando qualcosa, timidamente. gorgoglia come farebbe una mandibola umana se avesse briciole nel latte. gliene tiriamo di fresche. è ciò che semplicemente l'uccello voleva, che Gandalf si intestardisce a chiamare tordo. ne mangia rigorosamente tre, poi si allontana per altre piazzole del camping side.

C'è un vascello nel mio cervello, su di esso ci sono tutti i deficienti che ho conosciuto nella mia vita, compreso mio zio. tutti precisamente catalogati, anche quelli buoni di deficienti. ( dalla riva del mio cervello ) ogni tanto mi prende di cannoneggiarlo dalla riva del camping side, quel vascello.

Ecco, c'è una piscina che funge da indicatore, che diagnostica la salute della middleclass ( illuminata ) italiota nel camping side.
poca gente, pochi turisti qua in alto ove la collina collima col cielo. Gandalf centellina le  scelte, si deve accontentare di madri antiche, "granny" nel vocabolario pornografico. mentre nuvole di noia svirgolano il cielo, senza regalare figure.

Il capocordata aveva l'incarico di avvertire il resto delle donne e degli uomini in fila indiana sul sentiero i casi in cui sullo stesso si incontravano ostacoli, pezzi d'escremento d'asino o di giovenca. al che, con un passaparola celere, in questo caso denotato da un semplice "CACCAAA!!!", pure l'ultimo degli uomini o delle donne in marcia era avvertito. si evitavano così lordature dei vibram o delle ciabatte.
Quando però il capocordata elevò al cielo plumbeo la parola "Sboccataaaa" ( al nord definisce la parola "vomito" ), la gita prese una svolta non considerata.
( vi fu una parte di sentiero sparsi di "DitoMozzicatoooo!!" e poi di "gambeindecomposizioneeee!!" ).

"Occhitristi" ti ho già incontrata più grande fra i miei clienti. ti ho già incontrata e non sai che resterai ammaliata da un ragazzo molto robusto che ti sposerà, ti farà partorire due figli e poi ti lascerà per una peruviana più vecchia di te con altrettanti figli a carico. ed ogni cosa che pretenderai inizi, finirà sempre con un fallimento. è così "occhi tristi" che ci stai torturando da due ore con le "canzoni" di tiz. ferro visto che sei rimasta l'unica gestrice del bar del camping side non ancora riempito.

Ce l'ho su con le similitudini in questo "vacare", del tipo:
il vento accarezza la punta degli alberi come una mano i peli.
"ti è piaciuta questa?" chiedo a Misternò il quale fa no con la testa e tutta la parrucca che può.

I colli maremmani hanno la simmetria del paesaggio artistico del pittore en plain air nel suo ordine di vigneti ( piantando le viti secondo la luna e le stelle ) e degli olivi che contadini dall'occhio lungo corroborano con sughere e lecci.
da noi i panorami giusto al geometra possono interessare.

Sgrethel dice:
- A me piace Llorca...
Brulè reponde:
- l'orca assassina?
Misternò sarcastico:
- no, l'orcamadonna...
Brulè non molla:
- orca puttana!...

racconticino dal titolo Camping Toilette
La vescica si svuotò come una bottiglia di vino caldo. Legai il costume a fiori di polyestere stretto in vita quasi fosse un sacco di iuta per contenere patate. Fuoriuscìi dal bagno per uomini incespicando nella stuoia per prendere il sole che qualcuno aveva lasciato dianzi e cadendo andai a sbattere contro la porta girevole come un cameriere ubriaco. Mi ritrovai ai piedi snelli di una ragazza in infradito coi ricci e i denti sporgenti.
   - Hai bisogno di una mano?
Aveva l'accento laziale e gli occhi nocciola, su per giù le si davan ventanni.
   - Grazie, sto bene...
All'altezza della rotula una cateratta di sangue sembrava fare l'occhiolino.
   - Però, forse... un fazzoletto o uno straccetto...
La ragazza frugò sveltasvelta nei pantaloncini bianchi e mi porse un rotolo di carta igienica, come una studentessa il compito in classe.
Tirava vento e l'aria era uzza, sì e no saranno state le due di notte nel camping side. Andai al lavandino e tamponai la ferita sgorgante. Mi guardava dalla porta girevole nel mentre.
   - Sei di Milano?
   - Sì e te sei di Roma.
Scostò un morbido ricciolo dall'occhio, contemporaneamente annuì. Guardandola meglio si poteva notare un leggero strabismo convergente che le dava un'aria sinistra ed allo stesso tempo tenera.
   - Sò quà coll'amiche mia... domani ce ne torniamo...
Non potei fare a meno di notarle i polpacci ben torniti come i due seni che torreggiavano da un busto ampio da sportiva.
   - Eh anch'io sto qua coi miei amici. Forse ci avrete visti... siamo quelli della piazzola col parapetto sul bosco. Quelli più belli...
Mi scappò una risata da fesso che sapeva un pò d'amaro... la sentìi in gola. Lei non battè ciglio, disse soltanto: " Lo so "
Poi feci un gesto che non dovevo. Uno di quei gesti fatti senza pensare, irrazionali, inconsulti, portai la mano all'anulare come per nasconderne la fede.
Ci fece caso e me lo dimostrò:
   - Bene, allora ci si rivede... e attento, la prossima volta potresti essere meno fortunato.
E se ne andò verso il buio del camping side dove una tendina canadese l'attendeva con le amichette immerse nei sogni come me prima di inciampare.

om shantì patì





postato da brule | 12:52 | commenti (48)