Per diseducare Brule, fan dello studio e del silenzio, lo si sottopone al trattamento "Adol-ph" che lo condiziona alla violenza: finirà vittima di chi la non-violenza continua a farla, dai suoi ex compagni ora monaci buddhisti dei quali lui già faceva parte. Diventa un caso per pochi, si trasforma in uno sfigato alto così e potrà usare la sua sfiga in maniera disfunzionale al potere. Anche col suicidio.
Le cinque e mezzo del mattino, il Kailas fa il primo turno. Di solito si sarebbe già fumato un torzillo caricocarico alla guida dell'automobile grigio fumo, giusto per iniziare la giornata come allah comanda, ma non lo ha fatto poichè il cielo era un "cannone" di suo.
Si sta sulle panchine della piazza degli angeli che fumano fino a tarda notte e il Kailas non sa come si "ammazza" una torcia, difatti ne avanza sempre un paio di tiri, e i motivi sono presto spiegati da lui medesimo:
- ...così il mozzicone è abbastanza pesante per centrare il tombino da seduto.
eccovi sistemati.
Vorremmo entrare sul grande libro dei guinness dei primati tentando di fumare 5000 torzilli in 24 ore: il Kailas, il TenenteTent, Brulè e... chi ci vuol stare: in pratica sifasu e si fuma, sifasu e si fuma, con cibarie e abbeveraggio al seguito.
potremmo farcela.
In fondo non sbaglio se scrivo che fumare ha una contiguità col desinare. è vero, le sigarette non si mangiano, il tabacco contenuto non si sminuzza coi denti (fino al 17° secolo si soleva dire "bere il fumo" poichè la nicotina ha gli stessi effetti calmanti dell'alcol, e ai principianti fa l'effetto sgradevole della vertigine) eppure nell'immaginario collettivo il fumo per essere cancellato lo si mangia, basta pensare alle candele mangiafumo...
Vieppiù l'atto del mangiare ha in sè tutte le componenti dell'atto fumatorio: scartando la masticazione, incontriamo la deglutizione: come sapete voi tutti che fumate, la sigaretta aspirata talvolta induce alla deglutizione; poi si tossisce, ad è un pò come quando il cibo va di traverso. e come col cibo, le papille gustative gioiscono all'impatto, la dose di aromi contenuto nel fumo le titilla tutte. poi lo si digerisce: ho visto il Kailas ruttare ed emettere una nuvoletta degna di tal nome nel 1992. le torte alla mariasganga confermano questo scellerato paragrafo.
Al di là delle conseguenze fisiche che arreca, il fumo è un atteggiamento, una cosa seria. da adulti lo diventa. chi fa fuori due pacchetti di sigarette al giorno, quasi sempre è una persona dall'atteggiamento serioso. il fumo è una cosa seria e chi fuma due pacchetti al giorno battaglia con la vita quotidiana partendo da se stesso. se la vita quotidiana è una specie di guerra fredda, per un fumatore fumare è la prima battaglia, il primo conflitto, un progetto.
fumare ottenebra la fatica del tempo che non passa o passa troppo al lavoro o. lavorando il minuto che passa è anche una fatica. la sigaretta è una boa ogni tot di minuti alla quale ci si aggrappa per non annegare nel mare del tempo che passa inesorabile lento o veloce. senza contare poi, le combinazioni di movimenti finalizzati e di espressioni che l'atteggiamento del fumare comporta: "il fumo procura occupazione nell'ozio e ozio nell'occupazione" e stimola alla socievolezza.
"Nel fumo, l'uomo ormai dedito al lavoro intellettuale scarica le energie superflue, quelle energie fisiche ormai divenute disfunzioni che invece l'uomo pre-borghese eliminava con il lavoro fisico, con la caccia, con i tornei ecc. in questo senso il fumare è definibile come comportamento sostitutivo..." ("storia dei generi voluttuari" di Wolfgang Schivelbusch) peccato però che il Kailas si fa un culo così da mane a sera, altro che lavoro intellettuale! sarà una regressione allo stato pre-borghese, ed egli è un cacciatore senza saperlo?
Si avrebbe in progetto d'aprire un FightClub per soli fumatori ove ci si fa del male fumando di tutto: merda di cane, polvere per i piatti, ossi di seppia... robe così.
Le sigarette sono le virgole, le pause di un tempo impregnato di impegni.
"il mio mito si chiama Nat king kong, cantante jazz... veramente un grande!... e sai di cosa è morto alla fine?... di tabagismo. è stato un grandissimo del tabagismo..." disse il Kailas nel 2004.
Sempre lui, in un'afosa estate del 2003, in quel giugno dai 40 gradi all'ombra:
"...io, della chimica, conosco solo la fame..."
(Questo cantante bergamasco un giorno ha deciso di fare le valigie, dopo una brillante carriera con un gruppo di reggae italiano, per le spiagge giamaicane, decidendo di stabilirsi là e di farsi ispirare da quel cielo.
Vi propongo di leggere il post facendovi accompagnare da questa canzone, come io l'ho fatto per scrivere le seguenti aberrazioni) [il video è alla fine del post]
Lin'
le parole del signor Libero Arbitrio
è così. le feste sono al quanto metafisiche. fermano il tempo? io dico di no, rende solitari e il cimitero è proprio un posto reale. forse la realtà vera ed eterna. la realtà eterna.
oggi vorrei un gatto che si chiami mariù o con un nome di una sola sillaba tipo lì. o anche il titolo di un libro radicale ad una sillaba: più, là, lì.
e comporre una poesiucola con parole che non superino le cinque lettere, poesiucole senza il tempo di un respiro. per renderle minimal al minimo.
conoscere Tai Ling l'attrice cinese del film di Amelio Gianni. al che realizzare un filmucolo di un tizio che dopo aver visto "la stella che non c'è" si chiede "come non c'è? e Tai Ling?" e con i pochi indizi che il film regala, il nostro protagonista parte per la Cina nell'intento di trovarla questa stella, per dirle che con questa storia del cercarla in Cina ci sta facendo su un film. poi la chiede in isposa.
magari la figlia di Calvino ha un blog e fa la blogger.
è così. le feste sono al quanto metafisiche.
-dei messaggi subliminali tipici di un'epoca-
qualche settimana fa, il cliente Grattacani, ex postino, ora in pensione, si presenta col tono di chi la sa lunga ma che fino a quel giorno s'è sempre tenuto bellamente sulle proprie dicendo:
"allora? come va Jimmy Cliff?"
giovedì scorso, un altro cliente, quarantenne, padre di una figlia adolescente e socio di una piccola azienda che fa zincature, davanti alla propria segretaria asserisce ridendo:
"... sì, lei [la segretaria] si chiama Erba Maria. una volta, nel paesino dove abita, la gran parte delle persone si chiamavano Erba... ora se la sono fumata tutta e non ce n'è più... ah-ah ah-ah ah-ah[le risate]!"
a questo punto la domanda sovienmi immediata: avrei un aspetto globale della figura tale da far pensare ch'io possa arrivare all'uso, nonchè abuso, di naturali sostanze psicotrope, nella fattispecie di mariasganga?
se sì, perchè nessuno offre mai nulla?
per non farmi scrivere l'altra notte quelli là dell'antiblog hanno tirato in ballo la massoneria, non prima di avermi sequestrato per qualche giorno e tempestato di domande senza senso sui tre poteri che gestiscono la nostra nazioncina. tre poteri che portano la divisa in ogni stagione: la bianca, la grigioverde e la nerogrigia.
la nostra generazione, quella che fatica a credere al mondo degli adulti, che ha dovuto condividere la quotidianeità dell'adolescente con ragazzini che se i vestiti non avevano almeno una griffe col cazzo che uscivano di casa, fa ancora uso di forme verbali del tipo: spaparanzato, imbacuccato...; e parole del tipo: cataclisma.
racconticino "la domenica"
la giovane Marilisa Cioffi, di anni 25, coniugata con Robertino Secchi di anni 27, fra poco avrà un bambino. ha deciso di chiamarlo Matteo. semplicemente.
entrambi professano la fede cattolica e credono nel matrimonio. solitamente si recano a messa per il rosario del sabato. unicamente.
Marilisa Cioffi, però, ama diversificare. vorrebbe tanto uscire la domenica mattina col suo uomo, e andare alla messa delle undici:
"perchè non hai voglia di uscire con me la domenica?" un giorno chiede lui, piccosa.
"...tesoretto mio, con te avrei voglia di uscire tutte le domeniche mattina, ma è con me che non ne ho. capisci adesso?" osa lei rispondere guardandola negli occhi serio e, maledettamente, fiero.
fine
"Cari bambini, dovete sapere, come saprei io (è sempre meglio usare il condizionale in talune circostanze poco circostanziate), che la grande piramide di Cheope è una delle sette meraviglie del mondo.
Quando gli scienziati dei ritrovamenti geologici, i geologhi, hanno scavato nei dipressi di quella, hanno scoperto le tombe degli operai morti sul lavoro. Oggi non si usa più, sebbene gli operai continuino a morire.
E' molto probabile che quegli operai seppelliti di fianco la piramide, non fossero schiavi, perchè nelle tombe sono state ritrovate lische e carne, un lusso per quei tempi, il che dimostra che essi fossero ben nutriti.
Per ottenere l'immortalità, gli operai lavoravano duro nella costruzione del luogo sacro. Anche questa usanza non esiste più, sebbene ai vari ministri del lavoro avvicendatisi nel secolo che fu, succede che innalzino loro fregi e pure statue. Agli operai, al massimo, gli danno la pensione, o all'uopo, l'invalidità permanente.
Probabile vi fosse una società multiculturale intorno al progetto Grandioso per il dio in terra: il FARAONE. Un pò come oggi, per il ponte di Messina.
Bene bambini, la lezione è finita... ma prima di andare a casa vi voglio rammentare che il grandissimo deserto del Sahara fino a 4000 mila anni fa era verdeggiante, un pò come da noi la Lombardia."
-ogni mattina è fluttuare nel letto come una patata nella pentola dell'acqua.