|
martedì, 27 marzo 2007
Lo speziale stanziale
ore 8.30: Le lacrime che discendono la mattina in bici durante il tragitto che mi porta al van carminio, sono le lacrime del freddo ed appaiono sempre nel medesimo angolo di strada, ai medesimi angoli degli occhi. E' coincidenza rivolta a nessun scopo, senza teleologia di sorta, semplicemente accade...
Sono una rovina sociale questi "numinosi" centri commerciali, cattedrali del consumo. Ore 8.30, lungo la strada provinciale donna anziana con sporte di cellofan in pellegrinaggio...
ore 8.30: E' uno zapping forzato questo degli occhi che saltano da un abitacolo all'altro mentre scorre la fila di veicoli alla sinistra del van. Vado controcorrente, verso la provincia, lascio alle spalle la grande città, succede ogni giorno, sulla mia via sgombra. Noto che nessuno mangia quando fa fila. Quelli con il berretto sono i più buffi, di solito camionisti o furgonari...
ore 8.30: Ma dove se ne va tutta questa gente nel traffico le mattine? Va a mantenere l'economia, i propri vizi, le proprie malattie? Perchè non è scappata quando era il momento? C'è mai stato un momento? Non siamo più i migratori di un tempo.
Ho letto un libro sui generi voluttuari che si sono avvicendati durante la storia europea. Ho scoperto che dall' XI secolo ha inizio "il lento affinamento della società feudale", il ceto dei signori ha un interesse tutto nuovo per le cose belle e per le maniere sociali. Dall'undicesimo secolo le distanze tra il servo e il padrone passa anche attraverso queste novità che includono, oltre gli indumenti, soprattutto il cibo e in particolar modo le spezie. Questo affinamento è un prodotto di importazione. Se le crociate avevano lo scopo di liberare il Santo Serpolcro, in realtà sono servite per catalizzare nuove abitudini e imparare utili discipline. l'Oriente e dunque gli Arabi oltre al sistema numerico (che garantì la contabilità e a mano a mano il sistema capitalistico) e le conoscenze astronomico-nautiche (che permisero i "grandi viaggi di scoperta" del XV e XVI sec.), hanno manifestato influsso diretto sul Medioevo europeo anche attraverso gli oggetti di lusso (mantenendo all'oggi i nomi originari dall'arabo: tappeto, sofà, baldacchino... seta, velluto, damasco, taffetà, oggetti e stoffe che d'ora innanzi diventano d'uso tra i ceti più alti) e il cibo con l'uso e abuso delle spezie e prima di tutto del PEPE.
Gli intermediari arabi trasportano dall'India e dalle Molucche il Pepe sino alla Siria e all'Egitto. Da qui i mercanti dell'Europa, principalmente veneziani, lo trasportano via mare.
Il pepe con il sale sono le principali sostanze di conservazione delle carni macellate in autunno per l'inverno, e se ne fa incetta, ma soprattutto, per l'uomo del medioevo, le spezie sono ambasciatrici di un mondo leggendario, "immaginando che il pepe nasca in una pianura vicino al paradiso".
Per via del costo elevatissimo le spezie assurgono "a simboli di status" della classe dominante. Si mangiano a pranzo e anche dopo. Più il pepe irrita le mucose dei commensali più sale il rispetto per il padrone di casa.
E' in questo ambito che nasce il gusto culturale e sociale della degustazione del cibo. Nell'alto Medioevo, prima dell'importazione delle spezie, il senso del gusto europeo era decisamente rozzo.
Meno male che oggi abbiamo il vino per le degustazioni.
Sono le 14. Scarico un paio di casse dove c'è la figlia di una mia cliente che fa la prima elementare e che è già tornata da scuola. Dal nome infausto Sciaron chiedo lei:
"Hai già finito per oggi?"
"Sì, e anche per ieri."
il contendere non fa una grinza. velocemente ripiglio i vuoti verso "l'esilio".
poesiucola x la Primavera
La primavera dettata dal
l'ingonnamento femminile
il gelataio che riapre
dopo il letargo maschile
tavolini del bar del roma
e le prime vespe gialline
fuori sul tavolo sedute
carine-ine del bar del roma.
Solo il Kailas poteva dire di aver passato il fine settimana in Val Biondone. Che a pasquetta se ne andrà bellamente con la Patus al mare, in quel di Adriano Marina.
eh.
Eliot ha scritto una cosa che secondo me ci azzecca con la dimensione della blogosfera, soprattutto se si vuole avere successo e un sacco di commenti:
"Il pubblico vuole da noi solo lo "spogliarello", ma ciò che conta è ciò che riusciamo a fare alle sue spalle, senza che egli se ne accorga."
Incredibile: lo scorso post parlai del condominio etc. etc., proprio venerdì notte hanno fatto un buco nella cantina che dà sul pavimento della gioielleria che sta sotto il mio appartamento. Hanno usato martelli e piccozze nel pieno della notte. La mia vicina ottuagenaria se n'è accorta e ha chiamato me con tre squilli di campanello alle 3 e mezza. "Veramente l'era da un pò che sentivi tupicà (che in milanese non significa picchiettare, ma inciampare, la signora ha forse usato la parola per una questione fonetica, per l'onomatopea col picchiettare: TUPICA', che rende bene il rumore del battere insinuante della piccozza nel cemento armato della cantina. TUPICA') : tocchete-tocchete, tocchete-ticchete... ho fà andà anca l'acqua del lavandin... per un pò han desmiss (smesso) dopu han ricumincià... pensaven che me s'eri indurmentada (addormentata)... sun chi tüta agitenta (agitata)... su no se fà (non so che fare)." Scendo le scale verso la cantina, ed effettivamente c'è qualcuno. Non apro. Risalgo le scale. Si sente di sotto confabulare. Si sente correre. Vado al balcone ma posso solo sentire rumori di recinzioni scavalcate.
Ritorno dalla signora e decidiamo per un sopralluogo delle cantine. In quella incriminata c'è un foro. Un foro che ci può passare un bambino. Mah.
Telefoniamo (telefona la signora tutta trafelata) ai caramba che arrivano dopo 4 minuti.
Il giorno dopo sono l'eroe del paese. I ladri, dandosela a gambe, non sono riusciti a compiere il furto.
Ma i caramba non hanno avvertito il gioielliere che si è trovato la magra sorpresa aprendo il negozio.
Assaperloprima... mi sarei accordato con l'ottuagenaria... il buco era bell'e pronto. All'oggi sarei già in Jamaica.
omshantì
lunedì, 19 marzo 2007
Forzato del Post(titolo favoritomi da Petarda)
Sono talmente dentro la generazione (la prima imbarbarita dal cartone animato, dalla tivù a colori, dai mille canali privati, dal telecomando) che ha vissuto l'infanzia interagendo con la fantasia dei manga robotici e la realtà degli anni ottanta patetici, da poter sostenere di essere un clone di Actarus: lo stesso richiamare i componenti dal van carminio, la stessa scapigliata capigliatura. Ma da mercoledì si ritorna Lupin terzi.
da un diario
"Ho fatto uso smodato del metodo Stanislavskij senza lo volessi, proprio ieri durante cena. Ero contenta, ebbra e viva. Avevo scritto belle cose sul blog, ma non volevo si parlasse di questo a tavola. Al contrario cercavo di stabilizzare l' irrefrenabile gioia indirizzandola ad argomenti impegnativi, engagé. Da molto che non accadeva ed era occasione da cogliere senza esitazione.
Così, con questa inusitata gioia da blog, ho principiato a parlare lui di amore e progetti pensabili, dall'apice di una felicità che ai fatti non lo riguardava."
fiordalice.splinder.com
Spesso gli slanci di entusiasmo eccessivi creano danno, provocano il ricordo al gusto agro del pentimento che sovienmi la mane, tra un barrito d'ano e un ploffete vaterclosico. Ma come, mi chiedo ancora, come trattenersi?
Ho scoperto che Dante è nato giusti 7OO anni prima del Kailas. Questo è un segno dei segni. La Patus ne sarà certamente orgogliosa.
Per uscire dall'isolamento domenicale obbligato da un maldicapo post sbronza, infilo la testa tra porta e pianerettolo e ascolto i rumori dei pranzi che si dipanano dagli appartamenti dello stabile di tre piani in cui vivo. Intrasento le fonìe dei chiacchiericci, tintinnii, parlottamenti decollare dalle tavole imbandite a festa. Per qualche secondo è come se mi immergessi in un liquido ascolto.
Sfilo la testa, richiudo piano l'uscio, mi faccio un toast, mi siedo e mi scrivo una lettera:
"...Carissimo B. non sarebbe l'ora della deblattizzazione?
Ma secondo me sarebbe meglio decidersi sui pannelli solari.
Addirittura c'è chi vorrebbe l'ascensore. Col cavolo, io sto al primo piano e poi tocherebbe tagliare la magnolia e poi un pò di moto non fa male... caro vicino del terzo piano!
La cantina è un acquitrino. Vedrai le zanzare st' estate.
Non sarebbe l'ora della deculicidizzazione?
La luce sulle scale s'accende sempre dopo.
Bisogna fare un acquisto: una bomboletta di svitol per il portone.
C'è qualcheduno che piscia contro il muro delle cantine? Cioè volevo affermare la cosa non porre la domanda.
Non sarebbe l'ora della derattizzazione?
EBBBASTA!!"
Poesia per una commessa da un tirchio
Cala il sipario dei "dolci pensieri"
io ero
l'asino
lei era
intelligente barra dolcemente barra per niente.
Svelerò un segreto. Mi costa caro farlo, ma devo proprio. Non so perchè, ma devo, devo proprio.
Allora, io...NON SO SCOPARE!
Cioè non so tenere bene in mano la ramazza, compio movimenti, tra braccia e gambe, scoordinati, con un su e giù goffo, maldestro. Sbuffo perchè mi va a noia di farlo e la polvere finisce sempre dove non deve. ecco.
Om Shantì patì Kailas e il freddo che non fa
martedì, 13 marzo 2007
Un Blog al Salame
Il blog compie due anni. Gli ho regalato un picì nuovo, Tarpon 2, così fatica di meno. Spero se ne sia accorto.
Chè io questa cosa qua del relegare un nome ad un oggetto morbido (parafrasando Burroughs) non so se possa apparire come una cazzata o mica. Ma tant'è...
Auguri Blog tarponista!
I capelli sono spaventosamente lunghi. Crespi. Intrattabili. Come dice il mio amico Reeno: "tieni troppa scippacentrella in cap'". Voglio cambiare parrucchiere. Mi guardo spesso nei riflessi delle finestre o delle porte a vetro. Ogni volta mi chiedo chi sia quella sagoma con quella torta di spaghetti sul cranio. Eppure i capelli loonghi mi piacciono... eccome. Gli è che poi le "mie" vecchiette (clienti) si spaventano e puntualmente apostrofano con un: "E la barba? Te la stai facendo crescere la barba?"
Ed io argutamente, con una risposta di quelle preparate prima: "Ma no, è che non me la sto tagliando". Capito come?
Ho sempre ubbidito. Di certo dopo l'asilo è stato così. La scuola mi ha messo le briglie senza bisogno alcuno di ritalin, nonostante le distrazioni e l'iper attività. Ma ho ubbidito a modo mio, cioè in modo creativo, mettendoci del mio, disubbidendo quasi. Per adesso non ho esempi di come avrei fatto.
poesia per il Pioppo
Su tacchi dodici
Onduli, basculi,
Pioppo cipressino.
Penso spesso al futuro. A quando me ne andrò da questo luogo. Penso sempre a cose eguali come eguale è la quotidianeità. Penso ai vecchi che potrebbero cospargere di saggezza il mondo ma ho conosciuto soltanto vecchi rimbambiti. Ho bisogno di incontri traumatici.
Salamizziamo il mondo dei titoli cinematografici:
"Fino alla fine del SALAME" di Wenders (e non sarebbe neanche male tonnizzare questo titolo con un bel: "Fino alla fine del TONNO").
"L'esercito dei dodici SALAMI" di Gilliam.
"Per un pugno di SALAMI" di Leone.
"Donne sull'orlo di una crisi di SALAMI" di Pedro.
"Lezioni di SALAME" della Campion.
"L'ultima tentazione del SALAME" di Scorsese.
"Via col SALAME" di Fleming.
"Piovono SALAMI" di Loach.
"SALAMELLA rossa" di Moretti.
"Il SALAME sopra Berlino" di Wenders.
E' inutile sforzarsi, tanto la merda arriva da sola.
OmShantìSalamPatì
martedì, 06 marzo 2007
Scarso di default
Mi ritrovo sul fondo della classifica nel torneo di fantacalcio (e son cose...). è da una decina di anni che ci organizziamo in dieci amichi a batterci attraverso questo gioco domenicale, ossessivo, oramai. Ed io mi ritrovo sul fondo e questo mi umilia, anzi di più, mi rende sfasteriato, infastidito. Come? ho giocato per 25 anni a calcio, alivellichenessunol-Lì-hamaitoccato (una 1° categoria, che credevi?), dovrei essere quello che più se ne intende ed invece mi ritrovo in piena solitudine, ultimo, a 20 punti e fischia dal vertice.
In realtà la colpa è mia. soltanto mia. non sono tagliato per il mercato. o meglio non sono tagliato per le occasioni fondamentali che la vita ci riserva; quando ci incontriamo a settembre a casa di qualcuno per fare il mercato dei 25 giocatori da accaparrarsi con l'asta, le puntate, etc., senza accorgermene mi faccio un migliaio di canne dopodichè non capisco più niente. compro i giocatori a caso, senza neanche sapere nulla di loro, magari soltanto perchè mi piace il nome. faccio robe così, modeste, insensate. però... c'è un però a mia ulteriore colpa, non è che sono l'unico, anche gli altri amichi fumano e fu, e dunque? come si suol dire: "il campo è bagnato per tutti"... (inv. di sana pianta), e allora? e allora la verità è che sono SCARSO, SCARSO di default.
(tutto questo fu scritto per il solo piacere di usufruire di un esotismo tecnico quale DEFAULT)
Ho visto un film del 1979. non che sia importante ma mi piace fare un pò di storia quando la so. In genere mai. Il regista si chiama Claude Lelouche mica PizzaeFichi. Il titolo è "A noi due" e si riferisce all'atto del brindisi. Mi sono segnata questa cosa che dice lo spasimante della Deneuve mentre sono seduti su un letto:
"Lei non è il mio tipo"
"Vediamo subito... metta la mano sulla mia"
Lui porge a lei il palmo della mano... lei pone lui il palmo appena sopra... passano tre secondi:
"E' vero, non sono il suo tipo... quando si sta bene con qualcuno e se ne ha fiducia, uno si lascia andare e la mano pesa quanto pesa una mano. Ma quando uno non si fida, pesa meno di una piuma."
Capita che un tiro dei 14-15 di un "personal" possa prendere male. Specialmente se a stomaco vuoto. Specialmente di notte. In special modo se il fumo che ti stai introiettando sa di copertone. Lo stomaco ti arriva in gola nel singulto provocato dal thc.Un conato ti si abbatte dentro, come un'eco tra montagna e montagna. Una valanga intercede per te. Ti trattieni chè non vuoi vomitare. Vomiteresti, d'altra parte, solo liquidi gastrici. Non hai nulla in corpo. Sicchè resisti. Ti alzi dalla tazza, apri il davanzale e respiri aria fresca.OOOH, ARIA FRESCA. Senti l'usignolo che canta alle stelle, il treno da Brescia, vedi che la luna è rossa come un tizzone. Ti ricorda qualcosa. Già. Ti giri: sulla lavatrice il cannone arde encore. Lo afferi tra indice e pollice, fai un bel tiro, forse il quattordicesimo o addirittura il quindicesimo e ti ripigli zufolando tra i denti come fra gli alberi.
Possiamo, innanzi tutto dire che il Kailas rassomiglia per metà a quel ragazzo che ha vinto le olimpiadi con l'arco e le frecce e per metà a Bonehead il chitarrista pelato degli Oasis. Ma lui è campione di lancio del peso e sa cantare tutte le canzoni dei "Franz Frenzinand".
Poesia per le vicine vecchie
Le mie vicine vecchie
fanno andare i mezzitacchi
appropinquandosi al portone
girano la chiave e sulle scale
la fatica non le aiuta
e il rumore sordo picchia me:
disdoro di un modesto malditesta
o di sopportare male?
Credo il nome più orrendo io conosco sia Adolf.
Anch'io come Asclepio, figlio di Apollo, sono stato educato da un centauro.
OmShantìKailas
|
|