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lunedì, 26 febbraio 2007
No Competitions
La cocaina è una droga per competitori. Ne fanno largo uso i politici, industrialotti, immobiliaristi, calciatori.
La ganja è più comunicativa perchè, oltre a parlare, sa ascoltare.
poesia del parcheggio
Echeggiano dal parcheggio
le urla del peggio dileggio
un su e giù dall'ape piaggio.
Dialogo tra il Kailas e la Patus (la non moglie) sulla panchina della piazza degli angeli col ciloom. E' sera, fa freddo.
P: Mi chiedo che cosa esco a fare, con te che mi fai incazzare, io voglio tornare a vivere!
K: ...fino a qualche minuto fa c'era un casino di gente...
P: a far che cosa?
K: a far qualcosa.
P: A FAR CHE COSA?? TUTTI FANNO QUALCOSA... CAMBIO PAESE. DEVO FAR QUALCOSA. F-A-R-E- Q-U-A-L-C-O-S-A... a marzo prendo la borsa e ti saluto, me ne vado.
K: e dove vai? Non puoi: a marzo piove.
P: non me ne frega un cazzo!
K: Basta Patus!!
P: BASTA UN CAZZO DI UNA SEGA! Me ne vado per non vedere più gente che mi prende per il culo chè al contrario sarei rimasta... magari fossi stata presa sul serio...
K: Dai, vieni qui, siediti...
P: NO! Non faccio quello che vuoi tu!... magari comincio ad andare a Milano poi da lì c'è la stazione centrale e sarà facile partire... non servo a niente!
K: Servi a me...
P: Si può sapere che cazzo ne fai della tua vita, eh?!?
K: eh eh...
P: ...che cosa vuoi fare TU-U?!?
K: Niente di normale. Quello che fanno gli altri... vabeh, qui ci vuole un bel ciloom di polline... poi aspettiamo i caramba che passano e ce ne andiamo a casa.
Dissolvenza.
L'aver affiancato al nome del link la professione è peculiarità che non stabilisce nessuna gerarchia di sorta, nessuna discriminazione, semplicemente è un dato di realtà: non si sa mai alla bisogna un medico c'è (Potossolo), uno che risolve problemi finanziari c'è (Randagiamente o Cinas), uno che fa ripetizioni c'è (Sgrethel), chi potrebbe insegnarvi il tedesco c'è (Gemütlich), per l'italiano c'è (Maf o Triana o Quella), per imparare a sonare la chitarra c'è (Zac), per i massaggi c'è (Petar,Mari, Liz), per saperne di turismo c'è (Maldester), per recitare c'è (Ele), per sapere di agricoltura e fiori c'è (Scantini o Conturnia), per Ebay c'è (Amanì), per imparare il romanesco c'è (Commessa), per saperne di più sulla Brianza c'è(Brian), per saperne di cinema c'è(Tenenbaum o Hazey o Diè), per imparare internet c'è(Strega, Dito, Hidra, Fujiko), un veterinario c'è(Rafè), per un mondo a parte c'è (Zebra), per la fotografia c'è (Krì), per i bambini c'è (Lunaf), per l'edilizia c'è (Boinz), quello delle autostrade c'è(Icius), impiegato c'è (Uè o Condonato), assistente sociale c'è(Dada), insegnanti altri c'è (Aletta e Kossino o Anice), per saperne di mobili c'è (Idraulico), per saperne di pittura alla romana c'è (Ceciarelli).
Tra i miei link sono comprese persone a me affini, vuoi per gusti, per età, vuoi per... e non certamente per mansioni (non ho ancora incespicato su un blog di scaricatori di casse); altre invece che con me non hanno nulla a che vedere ma che per via degli argomenti, per via della bella prosa, per via, mi hanno interessato e insegnato cose che non conoscevo.
Spero "quei dati" non intimidiscano l'utente novello che legge, in caso contrario avvisatemi e vedrò il da farsi.
"Les Choristes", film francese, si può dire essere un film finemente patetico. Non è facile esserlo. In genere il patetico è anche volgare. Insomma ci ho pianto su come un figliolo.
Lo spybot cerca e distrugge i dolori rimasti nel picì. Dialer che toccano l'osso fino a lasciare il dolore.
patì
lunedì, 19 febbraio 2007
Palingenesi vaticana e coriandoli
Mi sono accorto di una cosa molto importante di quest'ultimi giorni. L'Italia è una colonia. Sìssignore, è una colonia millenaria, altrochè. Una colonia vaticana. Io non sono italiano ma bensì sono un vaticanese nello stato Vaticano d'Italia. Me ne sono accorto con un ritardo direi accettabile per le mie capacità d'analisi.
Nel mio pellegrinare (da vaticanese quale sono) a bordo del roboante van carminio, trovo questo accorato, ma non troppo, cartello di alleanzanazionale il quale segnala a grosse lettere: BASTA appPRODI (come suggerirebbe freud, dal suo libro "il motto di spirito", trattasi del cosiddetto Motto Verbale) NO ALLA CITTADINANAZA RAPIDA.
Il cartello connota una punticina di sarcasmo nel banale gioco di parole col nome proprio e, mi pare anche, sottolineare una arguzia piuttosto seduta. L'aggettivo "rapido" ricorda non troppo vagamente il lavasecco per i panni sporchi (lavateli a casa tua! pare inneggiare), ed in sè il concetto per cui si diventerebbe italiani (vaticani!) soltanto dopo lunghe ed estenuanti fatiche d'ercole, dopo lunghe sessioni ove se ne constatino meriti e no della persona, è al quanto idiota. L'insistito refrain contro il nemico straniero vieppiù, mi pare ascriversi piuttosto ad un mondo di padanìe e legaioli.
Ma la cosa che mi fa più specie, è un applique sul cartellone medesimo per le informazioni: "chiedi al tuo (loro) referente presente nel territorio..." con nr. di telefono e relativa mail, chè non mi sono segnato per pudore. Quel "tuo" mi ha ricordato l'arroganza (nazionale) di certe pubblicità per automobili, tipo: "soltanto dal TUO concessionario di fiducia troverai l'auto dei sogni."
Mcluhan Marshall lo avrebbe scritto meglio, io ci ho provato.
A Vicenza s'era in duecentomila, tanto che la testa e la coda del corteo, durante il percorso intorno al centro, si toccavano ed in pratica la cgil, che stava davanti, non s'è mai mossa. Gran corteo a dimostrazione che il movimento c'è.
Si spera almeno in un referendum per la cittadinanza.
Poesia dal titolo "due palle"
Buongiorno merda
sto male Luigi
guarda che scatole
ci vuol l'andrologo.
Sto pensando seriamente di iscrivermi ad un corso per massaggiatore. Potrebbe sempre servire per il futuro. Le mani toste ce l'ho. Pure il tocco.
Posso dirlo: questo luogo ove abito, dove vive e convive il berlusconesimo allo stato "zecchino", è il luogo più inquinato della terra: e perciò me la tiro.
Soldi: è incredibile noi si possa perdere il lume dagli occhi per questi pezzi di carta colorata come coriandoli!
omshantìHastaSiempreKailaspatì.
martedì, 06 febbraio 2007
Tarpon 2
Itala 80 non c'è più. Ora c'è Itala 100: bisogna correrle dietro. Il Kailas lo fa di buona lena dopo la seconda torcia. Bello sbarbato, la mattina alle sei. Con la lametta e la schiuma. L'albanese ha clacsonato alle cinque e venti in punto. Timbrano sempre prima del tempo. Poi vanno alla macchinetta del caffè con i krapfen comprati al bar della rotonda, un bar che ha per padrone un fascista... il Kailas corre dietro ai cavi tra le cosce da ottantanta metri dell'itala 100. Lui le fa ordine, la stipa di pvc colorato. L'aziona. Lei diventa una pastiera che fila cavi. Sul corpo ferroso qualcuno in fabbrica, ci appende i calendari colle ragazze senza vestiti. Ragazze per lo più conosciute alla tivù. Il Kailas giura che prima o dopo ci mette su il poster di Bob che fa fumo.
La cliente di A., Rosa, ha una carcinosi che le ha preso le ovaie. Lei ha 75 anni. Si sente giovane, viva, lo dimostra parlandomi con la franchezza e la genuinità, che conosco da sempre, di quel "male là", senza remore nè riserve. Dialettofona, mischia l'italiano e mi dice che questa è la tredicesima volta che entra in una sala operatoria. Chè se le dice male, chè le annunciano pochi mesi di vita, lei dice basta "nè chemio nè camion, i cür, le cure... ià fò pü! non le faccio più..."
Per distrarmi dalla drammaticità delle cose mi concedo a certune, orrende, osservazioni lessicali, che poi, per di più, mi appunto. Gli è che ne sento raccontare "di ogni", ogni giorno che passa, come a un medico condotto fuori forma.
Racconto minimo dal titolo "L'infedeltà montante"
Disse lei fra le lacrime:
"T'ho tradito!"..."T'ho tradito!!"... dopodichè si sferzò un montante sul naso, come per punirsi davanti a lei stessa, grondando sangue. Ma lui non vide e non sentì nulla.
-Poesia per Truffaut-
A me piace tanto il regista
francese FRANCOIS TRUFFOUT
all'inglese,
mi piace l'uomo che amava le donne
e jules e jim.
Mi piace chè fa l'intellettuale
e poi sa tutto sul cinema
FRANCOIS TRUFFOUT e anche DOINEL
e l'attore stesso che fa DOINEL
che poi s'è rivisto
in un film tanto triste
di aki kaurismaki
e mi volevo suicidare
come fanno in Finlandia.
Nel 1982 conobbi una ragazza in un campeggio del lido ravennate. In quella settimana di vacanza post esame di terza media, nel mentre che i miei si separavano, l'Italia che affrontava prima la terribile Argentina del Pubedeoro e poi lo stellare Brasil di Zico, conoscevo Lara giocando a ping pong e lei era bravissima. Io non la vedevo neanche. Però la sera ci siamo visti e passeggiando abbracciati per gli alberati vialetti del campeggio, con la brezza del mare in lontananza, ci siamo ripetutamente baciati. Ma non ne eravamo capaci. Ricordo solo imbarazzi nei fili di saliva tesi fra le due bocche. Però quella cosa del ping pong mi aveva molto impressionato.
Finita la settimana di ferie, prima di salutarci, le negai l'indirizzo nè volli il suo.
Dirò soltanto una cosa che non sai di me e che non dovresti sapere: ho una terribile difficoltà nel trovare il davanti e il dietro delle cannottiere o magliette più in generale, se non c'è l'etichetta.
Scuserete l'assenza, il picì asinino detto anche Tarpon, mi ha lasciato 10 giorni fa. Con mio fratello specialista ci siamo recati alla selvaggia ricerca di un Tarpon2. Alla fine ho speso 446 euri ed ora le finestre del web si aprono in un batter di ciglia. Che felicità, sono finiti i tempi morti.
Mancavate.
om shantì pati al Kailas
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