Mistico Naturale Senza
C'è una tizia che vive su un camper e da lì scrive un blog sulla vita che conduce. Descrive parcheggi. Le sfighe di chi passa il proprio tempo in auto. Mangia sola la sera. Ma nessuno sa con quali soldi campa nel camper. Sembra una donna senza età. Bionda.
Nel palazzo ove abitavo un tempo, c'è una signora che è venuta a stare nel facoltoso nord. Lei prima stava nel fantasioso sud. E' venuta qui col marito e coi tre figli. Il marito è rincoglionito e i figli si sono sposati. Questa signora è davvero buffa: ogni mattina si reca al supermercato e impiega 4 ore per fare la spesa e alla fine non compra niente. Riempie il carrello e poi lo svuota. Fa così ogni giorno.
Ecco il bambinoARMADIO. Apre la bocca, gli si vedono le parolacce nel fumetto tipo Cazzo e Figa e poi che più?
E' grande quanto un elefante. Quando passa lui non si muove foglia o al contrario si muovono tutte. Beve con un imbuto, come un mostro. Gli piacciono soprattutto le ostriche, meglio se chiuse, così si diverte e le fa un liquido. I suoi lo portano allo zoo a manducare. A volte bruca l'erba.
Spesso si incontra con due poeti, i celebri PoetiSiamesi che rimano a voce molto bassa per non disturbare: celebre è la raccolta "poesie e carabinieri".
Ritornando per il lungo viale della città in giubilo, il bambinoARMADIO s'avvede dello zio, il caro zione a braccetto con una poco di buono ed un hulahop attorno alla vita. Si salutano a barriti e si siedono alla turca. Il tram che dovrebbe passare da lì, li porterà a casa. Il bambinoARMADIO si mette l'hulahop come polsino.
Pianti della pocodib.
parole chiave: Armadio, Ostrica, Siamese, Zio, Carabiniere, Hulahop, Figa.
Carità a Domodossola
Durante la riunione sociale, la Mari smascella una caramella un pochetto legnosa del commercio equo. Nel mentre della discussione ella canonizza strani suonini con le fricative e slappa alcune consonanti: "stlap-frap-crickcrok. crr".
L'Erculeo, allorchè, gli viene di intervenire e senza pietà alcuna: "ma scusa Mari... il suo libro Più preferito non è del Deleuze?..."
Ma la Mari, senza ordine, prosegue: "stlfap-slap-criks-cross... se non iniziaNo a pensarci noi... stlap-crick-crep-scrups.. qui crrrch... si finisce domani."
L'Erculeo chiosa: "E il tema costruttivo?..."
(cala un ghiaccio metaforico). La sala muta.
Silenzio tombale.
...All'improvviso, dal fondo della sala, sbotta Gandalf giubilante, le mani al cielo, gli occhi lucidi: "Afrika chiama e Domodossola risponde!""AFRICA KIAMA E DOMODOSSOLA RISPONDE! E' fantastico! Ho trovato lo slogan! Questo sarà lo slogan!" E conchiusero la riunione all'unisono con le lacrime per la felicità.
Furono devastati dalle chiamate, un paese di qualchemila anime ingorgato da milioni di chiamate internazionali da tutta l'Africa; in ogni casa, su ogni comodino i telefoni trillavano. E ogni cellulare! Li avevano presi alla lettera: Afrika chiama, Domodossola risponde. Bell'affare... crr-slap- straslap- driin-driin-srtr.
Jò e Sebastiano hanno rispettivamente 5o e 36 anni. Sono ex calciatori che vengono richiamati dall'antico football club per salvare la squadra ultima in classifica. Davanti hanno soltanto sette partite e sono obbligati a vincerle tutte e sette per salvare la squadra. Jò sarà il coach e Sebastiano il centravanti.
Ce la faranno alla finale dei playout dopo 50 rigori ad oltranza.
Era stanco. Possiamo dire annoiato. Chissà a che alludeva mentre passava le domeniche nel salotto a contare fino ad un milione. In giro dicevano volesse arrivare al miliardo. Ma poi si addormentava sempre.
"Sono i passatempi della noia meccanizzata!" disse una volta, sporgendosi dal balcone.
In gioventù aveva fatto epigrafi mortuarie. Al paese lo chiamavano "Leopardi (del beccamorto)". Aveva una cospicua pensione.
Così, Leopardi, era stanco, possiamo dire annoiato. Passava le domeniche a contare, i sabati a smontare librerie e poi contare, i venerdì, i giovedì,i merc,mr,lun... voleva sempre arrivare al miliardo, ma poi si addormentava.
"Ho capito che la vita va goduta!...e va goduta nel puro spirito guaritore del nonsense! E IO... ve lo dimostrerò!" disse una volta, sporgendosi dal balcone. La sua casa dava sulla piazza (o sulla pazzia). Una casa del 1949.
Rina, la sua gatta blu, si rompeva metaforicamente i coglioni.
"Io, modestamente, Leopardi lo conobbi che fui il primo a stringergli la mano in quel non lontano 1999. Lo presentai a tutta la ciurma compresi i novantenni. E quando racconto questa storia della CONTA non ci crede nessuno tranne questa signora bianco vestita con la cuffietta che ogni sera prima di andare a nanna mi fa un clistere."
Kailas patìa
Bud Spenser (Buddha spensierato)
Ho frequentato l'Hajech, il primo liceo artistico del capoluogo lombardo, nel periodo 1982/1987, ricordo una prosaica manifestazione romana contro l'allora ministra dell'istruzione R.R.Jervolino; c'era qualcuno di voi?
Qualcuno ha frequentato la suddetta scuola?
Mi piacerebbe cambiare mansione, mi piacerebbe inventarmene di nuove che siano poco faticose, tipo l'accalappiablog, quello che mette l'olio ai cancelli, venditore di sporte di tela con scritte bizzarre e colte.
giochino: donnina, motoretta, gabinetto, insetto, casino; qual'è la parola che accomuna tutto ciò? [Zebra (scusa) ha vinto un posacenere in lattina] Vespa
zwei giochino: calcio, russia, contadino, aldilà, satellite. [Zebra vince un altro posacenere] Falce
Il soggetto- racconto minimo
Orwell Càndido fa lo sceneggiatore. Abita con la sorella Sondra che se ne sta immersa nella vasca del bagno e non le riesce di svitare il tappo dello shampoo.
"Sta notte ho pensato ad un racconto..." principia Orwell da dietro la porta semichiusa del bagno, "...un raccontino che vorrei intitolare la schiena sporca, riferendomi a quegli uomini eternamente soli che per questa ragione non si possono nettare a dovere la spina dorsale... una storia che comprenda: 1) ricerca del partner 2) in ogni ambiente 3) a tutti i costi..."
"Orwell, prima di cominciare a scrivere mi apriresti lo shampoo?" supplica sondra passandogli il flacone dalla fessura della porta.
"...ehm, veramente speravo lo scrivessi TU, magari piccino, sull'etichetta, che poi s'apre da sè..." incalza Orwell pensando di essere buffo.
"Beh... potrei, piuttosto, organizzare un servizio a domicilio di: insaponamento schiena single impegnati a cercare A TUTTI I COSTI l'anima gemella da non aver tempo per insaponarsi, in cambio di qualcuno dalle mani come morse..." ribatte Sondra con un filo di sarcasmo e col flacone ancora tra le mani.
"Ecco, vedi? Stai gìà infarcendo la storia..." insiste Orwell.
"Orwell, mi stai dicendo che vedrò la TUA storia sottoforma di racconto col Mio nome in copertina?"
"Ci vorrebbe dell'altro SALE..."
"Tipo che a un certo punto: Si era stufata di vedere soltanto schiene dalla mattina alla sera e aveva preteso che davanti alla vasca ci fosse uno specchio per poterli guardare in faccia?"
"...questo era Pepe."
"UFF... arrangiati allora!"
Il flacone casca sul pavimento, siccome è di vetro...
(dialoghi tratti dal blog di Lacenere che ringrazio)
Questo si chiama paragrafo dell'U'tan, entità a sè nel panorama bloggaro, capace di regalare delizie in ogni salsa. Ne ho trovato uno nel blog di Succodimela intorno al fatto che lo psiconano s'è fatto operare negli States; e dice così:
"Mi auguro che silvio berluscazzo, il Duce di Arcore possa crepare nel posto più giusto a lui: L'america!
E insieme a lui, spero crepiate anche tutti voi: blogghisti della minchia, masturbatori elettrominchioni della galassia mortuaria di internet!
E quando creperete tutti, l'aria profumerà di merda.
VIVA L'ANARCHIA
ABBASSO LA VERGINE BUTTANA MARIA!"
Pura classe.
Ieri, all'età di 38 anni, ho capito dove si trova Domodossola.
In campagna, prima che albeggi, c'è un tempo per ogni animale. Verso le tre introduzione dell'usignolo; verso le quattro è la volta dell'usignola; verso le cinque se la disbrigano i passeri e i verdoni, verso le sei i turnisti che fanno il primo; verso le sette... già verso le sette?... Si apre lo zoo.
Cioè, di noi sappiamo molte cose, quasi tutto, malgrado tutto, come siamo fatti, i nostri piccoli difetti, però dal di fuori... e non sappiamo niente di come siam fatti di dentro, se abbiamo un bel cuore, magari bello muscoloso, o se abbiamo uno stomaco da urlo o due polmoni da kermesse...
Di noi non sappiamo niente. Da sempre.
om shantì patì Kailas