su due piedi

   

 




Utente: brule
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giovedì, 28 dicembre 2006
 

Risvegliarsi a Natale

Brùle o Brulè è nome che nasce durante un febbraio che nevicava. Il primo motivo per cui l'ho adottato è l'assonanza col nickname Cloee che mi ha spinto ad aprire questa magione in bit. Sebbene questa bloggher non scriva più, il suo realityblog brucia ancora nella memoria.
Il secondo motivo è legato al lavoro che svolgo chè col vino ha tutto a che fare.
Nel tempo ho scorto nuovi significati e trasformazioni: Brù lè(bruce lee, con un pò di fantasia), B rule(all'inglese), Burle(anagrammato), brulè(in francese significa bruciato).
Ho scoperto che esiste una casa discografica con tal nome e anche un detective cubano, certo Cayetano Brulè, nato dalla penna dello scrittore Roberto Ampuero che ho scovato per caso ad un mercatino di libri.
In serbo avevo altri nick: 1)Leclark 2)Krankl 3)Vin 4)Moffo;
moffo non era male.

Audrey Hepburn è sepolta a Tolchernaz in Isvizzera. Charlie Chaplin è sepolto in Isvizzera, fra le montagne. Nick Drake in un paesino non lontano da Birmingham. Ecco, quando avrò pagato i miei debiti allo stato, mi adopererò per un pellegrinaggio europeo, fatto di brevi viaggi in aereoplano, consumando le domeniche tra cimiteri, omaggiando i miei piccoli idoli con vivaci fiori.

Costrizioni confessionali di un Vegiotu- racconto minimo
Ho settantadue anni portati bene- almeno fino a quando non sono caduto- portati benissimo, i capelli tutti al loro posto, in ordine, come una fila di soldatini.
Sono costretto ad andare a messa(io che sono sempre stato ateo, chè i preti me li mangiavo a colazione) ogni giorno perchè DIO(come sostiene mia moglie) mi avrebbe fatto la grazia dopo la caduta(mia moglie la chiama ictus).
Così mi tocca di crederci perchè sennò, in caso contrario, mia moglie mi ripudierebbe e poi  toccherebbe di spingermi da solo sulla carrozzella.
Chiamala grazia.

Durande queshde feshde nadalizie ho avuto il tempo di farmi una cultura sulla Jamaica.
Essa isola non dista molto da Cuba. E' lunga 250 chilometri e larga 85, fisicamente sembra il manubrio di una bici. La montagna più alta tocca i 2500 metri: Blue mountain. Presenta una vegetazione molto ricca... eh eh. Un'umidità da non sì dire... eh eh, si fanno le banane, il caffè, il rhum... eh eh. La ganja è proibita.
Fu Colombo Cristoforo per parte degli spagnoli a massacrare gli indiani autoctoni. Poi passarono gli inglesi che scacciarono gli spagnoli(che ripararono a Cuba).
Dopodichè gli inglesi riempirono l'isola di schiavi provenienti per lo più dall'Africa centrale. Per due secoli vi furono lotte interne. L'indipendenza fu raggiunta nel 1834.
Il rastafarianesimo si consolida intorno al 1930, dopo che Marcus Garvey rivendica il diritto dei neri alla "repatriation": il ritorno dei neri alla terra d'origine, l'Africa. Nasce la prima comune rasta nel 1940 chiamata Pinnacle tirata in piedi dal Signor Howell. Nel 1954 i poliziotti la fanno a brani. I rasta vengono dirottati a Trench Town nella capitale Kingston. Qui Mortimer Planno introduce l'idea che il nuovo messia sarebbe il capo dell'Etiopia, Hailè Selassiè.
La cultura rasta comincia ad avere grandi spazi grazie al Reggae di Marley(il reggae non è altro che il rallentamento dello ska) che si farà indottrinare dallo stesso Planno agli inizi degli anni settanta.
All'oggi un terzo dei giamaicani è rasta(il computo totale degli abitanti si aggira attorno al due milione e mezzo). Nel mondo se ne contano all'incirca otto milioni.
Exodus di Marley, è stato proclamato quale disco del secolo nel 2001 dalla rivista Time.
p.s.: Aethiopia è la trad. greca della parola ebraica per "nero"; in greco aethiops significa "bruciato" o, appunto, nero. What kind of coincidence!

Ragioniamo:
 la parola "cazzo", nella lingua di tutti i giorni, sostituisce la parola "cosa", sapendo che nel mondo che ci circonda le "cose" hanno "valore", non sarà sbagliato usare il sintagma "valori miei" invece di "cazzi miei".
Giusto?

Mi hanno detto in un orecchio, un giorno di quest'anno, che i registi di film a luci rosse girano con la Ginepresa: un pò fa ridere un pò è vero.

La settimana di Natale è stata la settimana modello, quella che sogno per un futuro non troppo lontano: con due sabati(il 23 e il 24) e due domeniche(il 25 e il 26) senza giovedì nè venerdì.

om shantì patì Kailas

 



 

 

 



lunedì, 11 dicembre 2006
 

Ho un van per psicanalista

L'avatar, tuttavia, ha il suo bel peso. Ho la propensione per quelli simbolici tipo il mio che è una pera. La pera non è il mio frutto favorito ma nasconde doppi e tripli sensi e poi ci ha una bella forma. Prima ne avevo una grossa, rossa e gialla poi se l'è mangiata l'orco di internet. Quella dell'oggi è matura e anche un poco storta rispetto al piano. Mi si confà.
L'avatar serve per ritrovare rapidamente un commento lasciato ai post-eri, per qualcuno tratteggia gusti e magari finalità non pensate. Volevo, altresì, mettere una biglia di vetro... ma una biglia mi pareva sin troppo fredda e non fa venire l'acquolina in bocca.

A me il tempo passa in fretta poichè dopo i sonni non ricordo i sogni che appartengono anch'essi al tempo che va. Dunque tra la veglia e il sonno c'è una discrepanza abissale ed è così che non durano nulla: mi addormento e mi sveglio come se non fosse passato che un minuto... e di colpo abbiamo già trentotto anni!

L'uomo dell'immondizia - racconto minimo

...L'uomo dell'immondizia trangugiò a tutta forza del latte dal triangolino strappato del cartone empiendo il gargarozzo fino al colmo della misura: dai due angoli della bocca arresi, rogliò denso latte bianco che si intrise alla polo nera. Egli non fece per tempo a riprendere il controllo di sè che la sorpresa dell'accaduto precipitò come improvviso buio di un pomeriggio d'autunno, sostituita da un sentimento d'astio e ira: proprio in quel mentre la bramatrice sua abituale passava di lì sorridendo lui di un sorriso sapor di beffa, come se quell'avvenimento non si sarebbe potuto più ripetere.
Dal quel giorno, per ogni santo giorno, l'uomo dell'immondizia si cosparge un pò di latte per vedere se la bramatrice passa di là con un sorriso grosso così,e se è sì, allora vuol dire che l'ama, al contrario lavora mogio mogio, sino al termine della giornata, senza più speranze, almeno fino al dì dopo. 

Adunque due post fa, vi avevo invitati a sciogliere un quesito che riguarda la mia persona e cioè da quale paese straniero provenisse la mia genitrice. E adunque mi avevate scambiato per:
1) olandese: Van Brulen  3) estone: Bruliski
2) finnico: Brullenenn       4) ceco: Brulecek
5) greco: Brulèfidis                        6) indiano: Brulesingh
7) slavo: Bruleslav                        8) espanol: Brulito
9) zingaro: Brulerom                   10) ungherese: Brulerosz
11) etiope: Brulemon 
La risposta era... Von Brule.

Ho pensato ad un monologo intitolato: IL MONOLOGO DELL'ASCELLA. L'attore recita riferendosi per tutto il tempo dello spettacolo all'ascella e ai suoi parafernalia culturali, immaginandosi una volta il profumo dei boschi un'altra quello del tabacco e un'altra ancora quello di una ragazza o ragazzo o tutt'e due insieme che copulano.
P.s. al termine dello spettacolo l'attore dovrebbe salutare facendo evoluzioni sonore con la mano sotto l'ascella.
 

Durante un alterco, credo che il sintagma più offensivo e paralizzante che si possa rivolgere ad una donna sia: Brutta Stronza che non sei altra!
Ma si può aggiungere, grazie ai suggerimenti, anche:
1)Brutta troia che non sei altra.
2)Sei insignificante
3)Cicciona!
4)Vaffanculo!

 L'argomento è aperto

Mi fermo: non è un bel periodo per me, credo di avere le mesturazioni.

patì