Spaesamento
I Palandri sono tornati ma continuano l'appendice delle loro vacanze sulla tavola di plasticone bianco dal piccolo terrazzo che si affaccia sulla piazza degli angeli che fumano. Schiamazzano i loro nomi come in spiaggia tra un bagno e l'altro nell'arsura, per un bombolone da comperare o il cocco bello.
Non posso che intrasentirli dal mio bureauncino chè faccio ordine di un viaggio appena concluso.
Ho conosciuto le canal du Midi nel sud della Francia verdeggiante d'alberi, gentile e severo d'uomini.
E' così, quando si apre l'uscio di casa e ci si ridistende nei propri luoghi, che si manifesta il limite delle nostre imprese: 15 giorni lontani da casa e due giorni per capire dove si è tornati a naufragare.
Le gatte dormono il sonno dei giusti, sollevate dal rientro dei padroni. Io cerco di riconoscere i miei luoghi d'origine. Mi sembra di avere l'udito più limpido.
Di fòlaghe, sambuco e generi.
Di mattina:
Nome per una band musicale abbastanza impegnata? The Plin Plon. Mi pare suoni un bel pò.
Sul muso di un camion, stampigliata sopra, la gigantografia di una foto del figlio cinquenne che ci guarda.
Ho pensato di: fare un musical che comprenderebbe: me che canto come controtenore e ballo folleggiando col carrellino blu tra una cantina e l'altra, le bottiglie come ballerine nane molto fragili, e il van che fa il baritono geloso.
La volgarità delle palanche, la stupidità della violenza, la fragilità del vetro.
Sul terzo canale rai della radio danno un piacevole concerto (nr. uno) per pianoforte in re minore di Brahms. Se lo scovo lo compero e lo annovero tra i dischi favoriti.
Websfera come luogo del pensiero?
Del meriggio:
Ormai lo sanno tutti che le basette segnano l'esistenza delle generazioni. Brulè le porta larghe, folte, tagliate all'altezza del lobo. Negli anni ottanta erano tabù, gli adolescenti senza pensarci le boicottavano. Brulè, essendo mezzo pugliese, ci ha le orecchiette e le basette un pò gliele nascondono.
Credo che olmerth sia in mano ai generali israeliani e a quelli amerigani.
A pranzo mi sono sistemato sotto una farnia con delle ghiandoline tutte intorno. Ho aperto il sacchetto del pane dove dentro riposava un panino con la fontina.
Ne ho mangiato una metà mentre osservavo le libellule battagliare sullo specchio del laghetto che fa da cisterna alla diga della centrale elettrica. In questo luogo, chiamato penisola, tanti anni fa i tedeschi ci avevano fatto una roccaforte la quale, i partigiani esperti, non avevano avuto difficoltà a debellare.
La seconda metà del panino la mangio osservando gli animali stanziali che vivono qua: una famigliola di fòlaghe a zonzo, un cigno che beccheggia alghe, formiche invisibili che si spolpano un pezzo di fontina cascatomi.
Non si vedono i pettirossi nè cincieallegre e nè scriccioli. Però c'è sempre un cespuglio di sambuco che se la ride alle spalle di chiunque lasciando nell'aria un profumo narcotizzante, che mi trattiene e non mi fa riprendere il travaglio. Avrei anche fumato volentieri una sigaretta che fa ridere.
Ormai mi fido soltanto del genere femminile: oggi, una cliente di 85 anni, sapendomi in procinto delle ferie, mi ha dato 5 euris di mancia e, dal basso dei suoi uno e cinquanta, si è letteralmente attaccata al mio collo per congedarmi con un casto bacio sulle gote; talmente s'era preparata che ancora adesso ho addosso il profumo di lacca con la quale s'era tempestata per l'avvenimento.
Ricordo con tenerezza la stessa cliente, operata all'anca, barcamenarsi con un bastone da passeggio per il suo piccolo appartamento che alla mia domanda di cosa stesse facendo mi aveva risposto: "S'un drè alenas cul me bastun, vuresi minga fa figür per la strada!" che tradotto sarebbe: " Sto allenandomi col bastone, non vorrei fare brutte figure per strada!"
Anche per questi piccoli accorgimenti, queste minuscole attenzioni, che oramai mi fido quasi esclusivamente del genere femminile e delle fòlaghe.
Om shantì patì Kailas