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giovedì, 27 luglio 2006
 

Le dita della noia a gradi 37

Matinèe

Nell'audi 8o verde che mi precede una donna cogli occhiali a montatura bianca come la Wertmüller. Guida spedita nel mattino, nella destra una sigaretta fuma sopra il cambio. Riconosco un risolino dagli specchietti, forse ascolta battute alla radio. Ha capelli lisci castano chiaro e guida spedita con una età indefinibile. Forse è ricca o forse sta bene. Così penso alla websfera piena di queste storie allo specchietto retrovisore, fatte di piccoli particolari significanti, di omissioni e di fantasticherie.
Al semaforo la perdo per sempre e non capisco il perchè ma mi viene in mente PuntoKrì.

Oggi non mi hanno preparato il carico. Devo affrontare il volume doppio del travaglio tutto da solo tra bancali di cassette infami. In questi giorni si scalcagna poichè le ferie incombono. Nel capannone una rondine passa a trovarmi. La guardo come si guarda un piccolo quadro d'impressioni, sfuocando la vista.

Massaciucciamelo.

Ho capito tutto: Zidane vuole esserci anche fra due anni e per questo ha dato la fatidica testata/materassi: per rifarsi e vincere l'europeo. Che magari poi ci scappa il mondiale 2010.

La realtà non ha il ritmo della fiction, l'hinterland milanese sì.

Ecco che tutta questa calura si vivifica con fenomeni al quanto strani e nuovi: i fulmini a ciel sereno. La tropicalizzazione del clima ci invita a riflettere, per l'intanto ho chiesto al commesso del negozio di elettrodomestici se mi può procurare un  parafulmine da tasca o anche auricolare.

Après-midi

Di solito sono i lunedì ad essere tragici.

Ormai ho una zazzera al posto dei capegli. Da questa primavera ho deciso di pettinarmi sempre meno e lasciare che il ricciolo si impossessi del mio cranio. Come capita spesso chi ha i ricci preferisce il liscio e viceversa. Ora io ho deciso di lasciar fare alla natura e di farmi pettinare dal vento del finestrino aperto col van che tira a tutto vapore: brum-brù puti- puti-brum!

L'inquinamento che lasciano le bombe delle guerre... tra i grandi media ora la parola che va per la maggiore è (razzo) katiuscia, dal sibillino suono russo.

I farmacisti in Italia sono sedicimila e sono i miliardari che oggi scioperano. Dove abito, la farmacia è aperta. Un "crumiro" in camice mi guarda da dietro la vetrina. Quasi quasi entro e gli compero due etti di zigulì sciolte.

Mi sento noioso e non so perchè ma mi viene in mente il buon Poto.

patì

 



lunedì, 17 luglio 2006
 

Alla fine, puffete- pù...

Anche oggi all'attacco. Carrellino, Van e Brulè tutti insieme appassionatamente. 
Per tutto il dì una brezza da non sì dire ci accompagnerà. 

ore 9.30:
Quando passo per questo paesino che si chiama Sant'Ametista, debbo fare una consegna in un condominio ove ho contato la bellezza di otto porte per arrivarci. Otto porte agevoli. Sempre aperte: due nella portineria esterna, due in quella interna, la porta dell'ascensore, la porta che dà nella cantina, la porta che va ai garages, il garage. Con il ritorno fan sedici.  
A quest'ora fanno le pulizie sulle scale. C'è sempre un arabo felice che mi accoglie con un "Bingiorno!". Fa di me un italiano felice altrettanto: "Salaamualeghum!"

9.51:
La laicità è in crisi? Io non mi sento affatto in questo stato. Alla radio Popolare dicono così. Non sarò certo io a telefonare per dire che non è così.

10.34:
Di nuovo alla radio una volpe fina asserisce: "noi, rispetto ai francesi, c'abbiamo Materassi per farci luuunghi sonni sereni".

10.51:
Mi ricordo molto bene quanto fosse prezioso un pallone di cuoio per un pischello degli anni settanta. Il pallone di cuoio aveva tutta una sua magia e bisognava anche portargli rispetto. Primo perchè costava parecchio e dunque non doveva essere sfruttato sul cemento nè sull'asfalto perchè "sennò si spella". Secondo, perchè aveva un odore, un profumo unico e una volta usato sapeva anche di erba. Terzo perchè chi lo possedeva era sempre più bastardo di te, non so com'è ma era così. E andava gonfiato con la siringa e si andava dal carrozziere che aveva la pompa giusta. Quella per le camere d'aria.
Non ho mai avuto il pallone di cuoio ma l'èlite di gomma seria, che non "volava"(cioè, una volta calciato non andava di qua e di là, manteneva una traiettoria naturale), sì. Si comprava al mercato e costava circa tremila lire.

11.35:
Questo è il periodo che gli alberi di Giuda dicono la loro con i fiori ciclamini.
Si chiamano alberi di Giuda per questo motivo, perchè fioriscono quando non te l'aspetti, in ritardo sugli altri alberi che già pensano ai frutti.

12.05:
Tutte queste bandiere tricolore sui balconi... e quante che garriscono per il rovescio! (con il rosso a sinistra).

12.36:
...Israele bombarda il Libano: ...d'altra parte anche le armi hanno una loro scadenza (e anche i miei coglioni, detto per inciso).

13.52:
Che cosa c'è di buono in tutto questo lievitar di prezzi del carburante? Che in paese i RONZII dei motorini truccati sfreccianti sotto le finestre aperte per la calura, sono spariti.

14.07:
Son sempre venuto fuori ALLA FINE nei miei affari, negli obblighi, negli impegni. A scuola mi esprimevo al meglio in aprile e maggio, cioè ALLA FINE e così quando giocavo al calcio, dando il meglio di me con la primavera. Sempre tutto alla fine. Con uno sprint affannato dopo la maratona.

15.32:
Ho trentasette anni e nemmeno un dente del giudizio.

Om shantì 


postato da brule | 18:39 | commenti (31)
puffete- pù


sabato, 08 luglio 2006
 

Tengobottadalvan.it

del mattino:
L'è proprio vero, innamorato di un prato appartato, di un prato non meccanizzato, che possiede filari di pioppi, fossi rigogliosi e una roggia, coll'erba sempre amorevolmente rasata. Magari c'è un doppio senso.

La Lombardia produce il 14% dell'agricoltura nazionale. Non so ancora per quanto.

I condomini come tanti piccoli parlamentini; gli amministratori come tanti piccoli premier.

Durante il liceo c'è stata quella sorta di maturità estetica che coinvolge i giovani occidentali a contatto con la cultura massificata che per lo più si traduce nell'ascolto di musichine. Il mio amico Damiano aveva una precoce fissa per i Dire Straits; Max per i Genesis; la Marcella per i Pink Floyd. Io a 16 anni ero alla ricerca perpetua di un gruppo rock che mi imbrigliasse. Dopo tanto ricercare mi invaghisco dei Led Zeppelin. Da lì a poco passerò ai Clash. All'oggi sono arrivato a Drake Nick e OfflagaDiscoPax.

del primo e secondo pomeriggio:
C'è una cliente, ex bellissima, che non riconosce più il proprio marito e lo trova Anafrodisiaco (Astio docet). Non so mica se è una regola il misconoscimento senile.

Da che son venuti al mondo gli psichiatri sono spariti i preti e le tarantelle: ma non le/i tarantolate/i.

Ecco per strada gli antesignani della rete: i camionisti coi baracchini, col cibì e i loro nickname tanto teneri: Billo 57, Peterpan, Geppo, Roby e Titty.

Tra l'altro ho preso 23 all'esame ma ho perso due kili. Se abbisognate di una dieta... ora sapete come fare.

Ho iniziato il mio naturale malmenaggio scrotale subito dopo la dipartita di mia madre che se ne andò poco dopo la morte di J. Lennon. Avevo tredici anni. Non è che sia morta anche lei, semplicemente si separò. 

Abbiamo tutti latenze omosessuali che non riconosciamo. Ma anche no.

Mi sono appuntato questa cosa qua detta dal telecronista Civoli sul replay del gol di Inzaghi: "Vediamo il replay del gol Sandro(Mazzola n.d.brù.)... eccolo... vediamo la lingua fuori di Inzaghi..." 

patì

 

postato da brule | 11:15 | commenti (30)