su due piedi

   

 




Utente: brule
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martedì, 29 novembre 2005
 

Giro di pala

Avevo finito di lavorare. Già fatto merenda, già lavato, già tutto. Avevo voglia di natura, di andarla a trovare ma non con le mani in mano, avevo la volontà di andare per uno scopo.

Trovai un badile sul balcone. Calzai gli stivali di gomma verde col risvolto abbassato. Mi coprii per bene e uscendo di casa mi abbandonai al camminamento col badile in spalla. Non sapevo bene che farci con l'arnese ma qualcosa avrei architettato.

L'autunno regalava all'orizzonte una luce bassa e un'aria gelida. La campagna fumava una nebbia leggera. I corvi centenari stavano sull'albero. Le rondini si radunavano in stormi con le valige pronte. I grilli se ne erano andati da qualche giorno. Io ero l'uomo solo.

Trovai un prato brullo con qualche mucchio di letame fumigante ( che sembrano fondi di ciloom conici rovesciati ) e decisi di scavare. Scavavo sotto i piedi cercando di non scivolare sotto il mio stesso peso nello stesso foro. Scavavo e scavavo per "trovare" e cominciavo a capire cosa, ciò che desideravo da sempre - che da sempre stava artatamente sotto i miei piedi.

A un certo momento la buca si fece troppo profonda per poter stare sul ciglio, dovetti buttarmici dentro. Scavando scavando arrivai all'acqua. Essa cominciò dapprima col bagnarmi la punta degli stivali e poi, rapidamente, a salire verso le ginocchia. Lasciai fare, sapevo che si sarebbe fermata prima o dopo. Così feci, festeggiai l'autunno; battezzandomi col suo liquido m'inventai uno scopo.

 

om shantì 

postato da brule | 19:23 | commenti (22)


sabato, 19 novembre 2005
 

Brulè, non parla mai di tivù.

Se parlo di tivù è perchè l'altra notte una serie di repliche mi han tirato in ballo la memoria a lungo termine. Più che lungo.

Ma il pupazzo gabibbo è ideato dalla stessa persona che ha portato in auge il supertelegattone che diceva: "Miao-oh!"? No, perchè io ci ho visto delle similitudini imbarazzanti.

Cantini che cantava "Rosa" non me lo ricordavo più. Si era, credo, nel millenovecentoottanta - oh!

Superclassificasciò era la classifica alternativa a quella della rai: a discoring. Tivùsorrisiecanzoni ne era il relativo tabloid, o forse è nato prima il tabloid.

Toh, Cicciottella della Goggi! Fatta a forma di bignè.

"Che ne sai" di Fogli ancora oggi mi fa venire i brividi: "...e di lei tu che ne sai... in quella casa bianca devo andare...". Praticamente è la storia di un giramondo gesuita gigolò e ubriacone. Devo suggerire al cantante mio amico Maste di proporre la cover "discoBambina" della Parisi in chiave soul e in spagnolo. bravo, bravo, bravo disco bambina.

Si era nel tempo che i genitori comperavano a noi figlioli i quarantacinque giri e le cassette. Si dismetteva la radio soppiantata dalla tivù. Noi figlioli ci attaccavamo a Stefania Rotolo e tanti saluti alla classifica radiofonica del sabato a mezzogiorno. Mia madre i dischi li comperava al mercato, c'era un signore che non capiva un cazzo di musica e stava sempre a parlare con quella delle caramelle nel banchetto di fianco. Ci si metteva una vita solo per comprare "a me mi piace vivere in mutande ma" di Spampinato, il fratello povero di Branduardi. Credo che quel bancarellista s'intendesse molto più di puella.

Queste canzoni come... "ciao nonnino" di Macario, triste e melenso, che fa il verso al robot spaziale tanto di moda a quei tempi. A oggi, paragonerei la saga di Goldrake a quella dei grandifratelli in generale. Un ragazzino di undici anni oggi non ha più un goldrake quale sequel da inseguire alla tivù. Tra gli altri ho inseguito anche la saga di Remì (le lacrime di mia madre che si commuoveva!) di Pelinestory (cara ragazzina), Candy(è poesia), Hurricane Polimar (vado a caso ormai), Mazinga, Mazinga zeta, Jeeg (sigla cantata da pelù, corri ragazzo laggiù) e sì che ero già grandicello, cazzo facevo quasi le medie. Eh, la tivù: noi prima generazione appicicatasi contro.

Gianni Bella con "dolce uragano" imita Celentano alla sicula. Prodromi di una lunga collaborazione.

C'è il pupazzo l'amico Fritz con i baffetti hitleriani, inquietante.

E' Franco Rosi, contraltare di Sabani Gigi, che dà le voci a tutti i pupazzi e ai falsi doppiaggi di quel programma a dir poco pietoso.

Spengo il televisore. Mi affaccio alla finestra con una torzillo fumante. Si sente il sibilo della caldaia del palazzo di fronte. L'arrembare di un treno dalla bergamasca. Il ronf-ronf della vicina che dorme con la testa sul comò. Penso al Kailas che quando la notte accede al tubo catodico dimentica sempre di versargli dentro una punta di chinotto. Solitamente s' addormenta davanti ad una pappardella di Ghezzi Enrico servita fredda.

 

p.s. in questo post c'è una imprecisione musicologica che mi piacerebbe qualcuno cogliesse.

 

Om Shantì Patì 

postato da brule | 16:44 | commenti (24)


sabato, 05 novembre 2005
 

"In The Club"

non guardo troppa tivù. una volta sì, ma adesso non più. poi ci ho il telecomando scarico e non ricordo mai di comperarmi le batterie nuove, così mi tocca di cambiare i canali manualmente, così mi tocca di restar lì a un metro dalla tivù col culo quadrato poiché di questi tempi neanche  gli oroscopi dei canali locali fanno specie ormai.

è capitato mi imbattessi in una trasmissione apparentemente sciocca, trasmissione dove ragazzi provenienti  da tutto lo stivale si fanno intervistare dalle discoteche o dai motorshow in appositi ring. Tale programma si chiama "the club" e a me fa tanto ridere per tre motivi: 1) il livello delle domande 2) il livello delle risposte 3) il tragicomico che si cela dietro ogni intervista. non è questa la sede adatta per un pippone socio-semantico intorno al programma che giustifichi la parola "tragicomico" cui sopra, credo,  piuttosto, che girando al Kailas le medesime domande ce ne si potrà fare un'idea.

Nome.

Kailas.

Descriviti in tre parole.

Scansafatiche. Pigro. Tranquillo.

Cosa guardi ad una donna?

Dipende che donna è. Comunque le tette, la bocca... le dita.

Cosa fai per conquistarla?

Faccio finta di niente.

Cosa non sopporti in una donna?

Il suo uomo.

Quanto conta l'aspetto fisico?

(il Kailas gira lentamente il capo verso la Patus che gli siede a fianco sulla panchina della Plaza)

Poco o niente.

Sei mai stato lasciato?

 (per questa risposta interviene la Patus)

Sèèè... e da chi?!?

Matrimonio o convivenza?

Decide lei.

Boxer o slip?

Tanto gliele strappo lo stesso.

Boxer o slip??

slippini.

Quante posizioni conosci del... kamasutra?

Tre.

Il posto più strano dove hai fatto l'amore?

In Lituania.

Il posto più strano dove vorresti farlo?

In una piantagione di maria.

Cosa cercano le donne da un uomo?

Comprensione, affetto e un ristorante.

Sei un duro o un cucciolone?

Boh?

Quale delle sette meraviglie del mondo preferisci?

Fammi pensare... la fontana di Nizza.

L'ultimo film che hai visto?

Sono andato a vedere l'ultimo di Clint Istvud: Una pallottola spuntata due.

Lo sport che preferisci?

Il tenis.

Cosa ti inquieta di notte al buio nel letto?

Gli spetri.

Cosa non sopporti della vita?

La malatia.

La grammatica è un'opinione?

boh... si-ì?

Fai un saluto.

Buonnanote.

Shantì

postato da brule | 11:58 | commenti (20)
kailas intheclub